Sono passati 120 anni dalla prima rappresentazione del Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand. Più di un secolo che ha reso immortale la figura del grande scrittore seicentesco, che ha fatto trepidare intere generazioni e che non smette mai di rinnovare il suo messaggio.

L’eroe spadaccino dal cuore tenero, Cyrano, intrepido, ma anche pieno di vergogna per quel naso enorme, torna sul palco del Teatro Argot Studio dal 17 al 21 maggio.

L’adattamento di Gabriele Tacchi aderisce con fedeltà al testo originale, pur riducendo la durata a 60 minuti.

Non uno, ma cinque sono gli attori che lo interpreteranno (Valentina Conti, Valentina Greco, Matteo Paino, Irene Scialanca, Gabriele Tacchi) , indossando la maschera di cuoio sullo stampo di Giulia Falchi.

La compagnia Ygramul e Co.medy intesse la poesia di Rostand alla tradizione della Commedia dell’Arte permettendo al corpo dell’attore di incontrare la filosofia del testo.

A un ritmo forsennato non si sprecheranno provocazioni verbali e fisiche, gli attori copriranno il palcoscenico dall’alto al basso, dal fondo al proscenio.

Aveste, per ipotesi, avuto poi il coraggio di provocarmi in pubblico, in piena galleria, servendovi di simile, amara allegoria, non sareste riuscito a balbettare l'inizio della metà di un suono, perché io mi delizio di dirmele da me, facendone anche incetta, ma non permetto mai che un altro si permetta!

Per la scenografia e i costumi si è scelto solo lo stretto necessario, simbolico e funzionale. Lo spettatore è invitato a far parte del processo teatrale, aggiungendo a ciò che vede le proprie emozioni e fantasie.

Riuscirà il valoroso Cyrano a conquistare la bella Rossana? Un uomo che può sconfiggere un’armata intera non trova il coraggio di confessare il suo amore, eppure non passa giorno che non si occupa della sua felicità.

 

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